Il Signore di Notte di Gustavo Vitali

Genere: giallo storico – Pagine: 520 – Self publishing

Sinossi

Venezia 16 aprile 1605

Il cadavere di un nobile ridotto in miseria viene rinvenuto nella sua squallida dimora. Sul luogo del delitto si precipita il protagonista, Francesco Barbarigo, un aristocratico che riveste la carica di Signore di Notte, sei magistrati sovraintendenti all’ordine pubblico.

A dispetto della sua boria e presunzione, emerge subito che non è affatto all’altezza delle indagini. Permaloso, pasticcione e sempre tentennante, si muove a casaccio seguendo piste inconcludenti: indaga sul garzone che ha scoperto il cadavere, sulla serva della vittima, per passare a una guardia erroneamente ritenuta corrotta, a un mercante ebreo sospettato di usura, poi al mondo dell’azzardo e infine a un pericoloso bandito al quale dà una lunga e infruttuosa caccia. Ma sono solo voli pindarici perché i fatti scagionano tutti inesorabilmente.

Nel contempo in soccorso dello sprovveduto arriva un capitano delle guardie con tutta l’esperienza che a lui manca: Domenico Stella. Tuttavia, tra agguati, nuovi delitti e quelli che riemergono dal passato, colpi di scena che sovvertono le poche certezze acquisite, le indagini non approdano da nessuna parte mentre la trama si infittisce. Si scopre che nelle tasche della vittima, Nicolo Duodo, sono passati molti soldi, ma non se ne conosce la provenienza e stranamente non l’hanno neppure levato dalla miseria. Il racconto si sposta a Murano dove il Duodo ha ricoperto la carica di reggente, ma Venezia continua a restare sullo sfondo, vera protagonista muta della vicenda.

I principali personaggi del libro sono realmente vissuti all’epoca, incastrati al posto e al momento giusto grazie a un lungo lavoro di ricerca che aggiunge un valore documentaristico a quello che comunque resta un giallo dei più fitti. Si aprono anche spaccati della società veneziana del tempo, sui suoi usi e costumi, leggi, aneddoti e altro ancora. Il lettore è messo dinanzi a questi brevi accenni che contestualizzano la trama nel mondo di allora con accurate descrizioni di luoghi e personaggi. Alcuni di costoro si muovono circospetti e con una prudenza esagerata, come consapevoli dello splendore che si sono lasciati alle spalle, perduto e irripetibile, ma incapaci di immaginare il lento e lungo declino che li aspetta.

Ecco quindi ricconi e chi vivacchia appena, burocrati e mercanti, sgherri e confidenti, bari e frequentatori delle bische, nobildonne e rampolli di buona famiglia, categorie emarginate quali gli ebrei e tanti altri. Poi figure sgradevoli come i “bravi”, accomunati alla sbirraglia da un fare violento e sopraffattore perché il tempo del declino è anche il loro.

Il protagonista è descritto come un uomo contorto, incapace di buttare alle spalle certi dolori del passato, attanagliato dalla preoccupazione di salvare faccia e onore del casato. Con linguaggio crudo, dissacratorio, a tratti schernitore e sarcastico, il Barbarigo è sbeffeggiato per la sua goffaggine e per gli esilaranti fallimenti. Il ridicolo dei suoi difetti e difettucci migra a quelli della società dell’epoca, ma non mancano tratti celebrativi della grandezza della Serenissima.

Per lo più Francesco non si fa mancare la relazione con una bella e indecifrabile dama che vorrebbe tenere confinata nel letto, ma nel suo intimo si agita qualcosa assai temuto e fonte di nuove angosce: l’innamoramento, una passione già vissuta in passato e con gran dolore.

Intanto le indagini languono e il Signore di Notte passa da una batosta all’altra. Poi riemergono dal passato l’affondamento di una nave carica di mercanzie e l’omicidio irrisolto di una donna a Murano. Arriva anche l’aiuto del nuovo podestà dell’isola, Coriolano Benzon, ma per dipanare la matassa servirà ancora un bel pezzo, fino alla confessione di un testimone del vecchio delitto.

Solo nel finale al lettore appariranno tutti i tasselli al posto giusto. Sarà un epilogo del tutto inatteso e sorprendente, con in più la resurrezione del Barbarigo come uomo nuovo e pronto a intendere diversamente la vita.

L’Autore

Gustavo Vitali profilo

Sono originario di Milano e da oltre trent’anni anni vivo nella bergamasca dove alle mie passioni ho aggiunto il volo in parapendio. Tra le prime quella per la storia è in assoluto la prevalente e da sempre. Sono quindi un lettore a senso unico in quel genere e negli ultimi anni la mia attenzione èLeggi tutto “Gustavo Vitali profilo”



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