intervista a cura di Mirtilla Amelia

Benvenuti cari amici e lettori di Libridalsalotto, sono felice di poter intervistare per il nostro sito una delle autrici più interessanti del panorama editoriale: Maria Elena Cristiano.

Ciao Maria Elena e.. grazie di essere qui! Innanzitutto, come stai?

È sempre un piacere essere tua ospite, anche solo virtualmente! Come sto… vediamo un po’: reclusa, in astinenza da pizza e cinema, assalita da eccessi di nostalgia per amici che non riesco a vedere quanto vorrei, ma bene. Scrivo. Quindi sto bene.

Ad Ottobre è uscito il tuo ultimo romanzo “Belial” – che ho letto e amato moltissimo – raccontaci un po’ chi è Belial e cosa si cela tra le pagine di questa tua ultima creatura…

Sono davvero felice che il mio nuovo romanzo ti sia piaciuto. Chi è Belial. Bella domanda. Nell’iconografia demoniaca, per la precisione nell’Ars Goetia, Belial è uno dei luogotenenti di Satana. Signore dell’inganno, della rabbia, della furia. Fiero e terrificante. Nel mio romanzo è il nome di una droga capace di liberare sia gli istinti più brutali, che quelli più sublimi che l’uomo è stato creato per provare. La mia ultima creatura si discosta molto da tutto ciò che ho scritto in precedenza. E’ la prima volta, infatti, che mi cimento con una storia francamente distopica, violenta al limite del disturbante, intrisa di critica sociale, cattiva e corale. Una storia che si snoda su due piani narrativi distanti e inestricabilmente legati e che solleva una domanda fondamentale: quanto è pericolosa l’assoluta, indiscussa, libertà?

Belial, è una figura demoniaca dell’antico testamento. È un demone potente, secondo solo a Satana… hai pensato subito a lui quando hai iniziato a scrivere il romanzo? E perché lo hai scelto?

Non so mai dove le mie creature di inchiostro e odio mi condurranno, quindi no, quando ho iniziato a scrivere questa ultima fatica (perché la ricostruzione scientifica, politica, criminale è stata davvero faticosa) letteraria non pensavo di intitolarla con il nome di un Demone. In realtà fino alla metà della sua stesura, il romanzo non ha avuto neppure un titolo. Alla fine ho scelto qualcosa che rappresentasse la violenta ricerca dell’autoaffermazione: un demonio capace di atti indicibili, ma regale come un imperatore nero.

Quanto ti ha aiutato la tua laurea in medicina durante la stesura del romanzo Belial?

È innegabile che il mio background medico sia stato di enorme aiuto nella strutturazione di questa storia. Per la prima volta da quando ho iniziato a cimentarmi con la narrativa lunga, per diverso tempo ho scritto quasi esclusivamente racconti, ho deciso di pescare a piene mani dal laghetto delle mie reminiscenze accademiche: le formule, gli odori dei laboratori, la ricerca, la frenesia della scoperta, l’ossessione verso un traguardo da raggiungere ad ogni costo. È stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Ammetto di essermi sadicamente divertita.

La tua anima gotica risplende nei romanzi, come nel tuo stile di vita. Il tuo lato dark ha sempre prevalso oppure è frutto di un percorso intrapreso nel tempo?

Raccontavo storie di spettri, scheletri e morti viventi sul pulmino della scuola già all’età di dieci anni. Adoravo terrorizzare i miei compagni di giochi. Credo di averne traumatizzati una ventina. Ogni volta che mi mettevo a fantasticare, c’erano fiumi di sangue e teste mozzate come festoni di carnevale. Le mie amiche sognavano di diventare principesse, attrici, modelle, io volevo trasformarmi in vampira: bella, immortale, dannata e immune al senso di colpa. Elvira Mistress of Dark era il mio modello di femminilità. Sono nata strana… e continuo ad esserlo.

Nel momento in cui scrivi, preferisci ascoltare musica e se sì, quale? Oppure circondarti di silenzio?

Dipende. In genere prediligo il silenzio della notte. Rileggo e correggo, invece, con la musica in sottofondo. In genere rock, metal, progressive, industrial. “Belial” è dedicato a Marilyn Manson. Nel Male e nel bene un grande artista che ha fatto dell’anticonformismo una religione.

I tuoi romanzi catturano il lettore, trascinandolo nella realtà parallela che riesci a creare con la penna e il tuo talento. Ogni personaggio ha dimensione e sostanza. Da cosa o da chi trai ispirazione?

Come dico sempre agli studenti dei corsi di scrittura che tengo con l’agenzia letteraria che dirigo, Babylon Cafè, lo scrittore è fondamentalmente un impiccione, uno che si fa i fatti degli altri, immagazzina, annota e mette da parte in una cassapanca in fondo alla memoria, che apre per prendere voci, volti, toni e discorsi da inserire nei suoi scritti. L’ispirazione è intorno a noi: nei discorsi degli sconosciuti alla fermata della metro, nelle signore ciarliere dal parrucchiere, nei titoli dei giornali, nei personaggi di un film, di un libro, nelle rime di una canzone, nei colori di un quadro. Io prendo ispirazione da tutto questo e, rimescolandolo a modo mio, do vita a mostri, angeli e demoni.

Scrivi romanzi horror, ma nella realtà esiste qualcosa di cui hai realmente paura?

Potrei fare l’intellettuale d’assalto e risponderti: della stupidità della gente, della guerra, delle discriminazioni, della crudeltà immotivata. Tutto vero. La realtà è che ho paura dei ragni!

Quali nuovi progetti ti attendono, sia come scrittrice che come Direttrice dell’agenzia letteraria Babylon Cafè?

Come scrittrice ti segnalo la prossima uscita di due romanzi: “L’isola delle bambole” che verrà pubblicato in una veste tutta nuova da Capponi Editore, e una short novel dal titolo “Ghost Writer” che verrà pubblicata da Delos Digital nella collana Innsmouth, dedicata al mitico Lovecraft, uno dei miei autori preferiti in assoluto.

Il Babylon Café non ha smesso un attimo di fornire servizi letterari a scrittori, poeti e saggisti. Abbiamo molti autori in scuderia che rappresentiamo con ottimi risultati presso i più importanti editori italiani. Appena la pandemia ce lo permetterà, torneremo a insegnare scrittura creativa in presenza con il patrocinio di Roma Capitale e a organizzare serate libresche e culturali, come nella nostra migliore tradizione.

Se apri il cassetto dei sogni, quali ancora vorresti realizzare?

Avere le tette di Elvira… ehm, no… cantare con i Motley Crue… mannaggia sono stonata come una campana a morto… recitare con Tom Hiddleston, ma ho la voce e l’intensità espressiva di un papero con la pertosse… ah, ecco! Vorrei che uno dei miei libri diventasse la sceneggiatura di un film di James Wan. L’ho sparata grossa, vero? Beh, sognare non costa nulla…




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