Intervista realizzata da E.T.A. Egeskov

Benvenuti cari amici e lettori di Libridalsalotto, oggi per il progetto Diamoci 1 mano abbiamo ospite la scrittrice Francesca Ghiribelli che ci ha concesso la sua disponibilità e ha risposto a qualche domanda del nostro E.T.A. Egeskov.

Visionando il suo sito si coglie subito la grande passione per i libri. La prima domanda sembrerà scontata e forse banale: da dove viene tutto questo amore per il mondo dell’editoria?

Posso semplicemente rispondere che nessuno della mia famiglia ha questa sorta di ossessione per i libri, infatti, di solito è genetico, almeno dicono: a loro piace leggere, ma non di certo possiedono questo smidollato amore per l’editoria. Da sempre per me i libri sono un mondo a parte, una dimensione fantastica che ti permette di vivere tante vite diverse provando le più svariate emozioni. Forse, è proprio questo, il vero motivo. E poi con i libri mi sento me stessa, in tutti i sensi.

Oltre che autrice lei è anche editor, professione spesso sottovalutata in Italia. Due domande. La prima: Francesca Ghiribelli nasce prima come autrice e poi come editor, ovvero il contrario? Seconda domanda: essere un editor aiuta l’autrice Ghiribelli? E l’essere autrice agevola oppure ostacola il lavoro di editing su testi di altri?

Verissimo, l’Italia non aiuta di certo questa bellissima professione. D’altronde però nella mia vita mi sono sempre piaciute le strade difficili, a maggior ragione quelle che sfociano dalla passione vera e propria, come per me, sono i libri. E il lavoro, per fortuna, finora non manca. Nasco in verità come poetessa, inizio all’età di sei anni a comporre le prime poesie sulla natura e poi prestissimo mi dedico a concorsi nazionali vincendo molti premi, anche ai primi posti in classifica e all’età di 20-21 anni pubblico il mio primo libro di poesie illustrato. Infatti, il bisogno è quello di trovare subito il coraggio di esporsi, di condividere le emozioni con gli altri, far conoscere il proprio io interiore, e non è facile. Solo dopo, da alcuni anni, in verità, quindi molto più tardi è arrivata la passione di fare l’editor. In fondo, è una vita che mi dedico a recensire, promuovere con il mio blog, gli autori emergenti, consiglio loro la strada migliore per pubblicare, anche secondo ciò che ho vissuto io, in modo da prevenire loro fregature. Gli autori lavorano insieme a me con assoluta fiducia, dicendo che si trovano molto bene, perché l’editor deve essere anche un amico e spontaneamente mi chiedono anche la via per la pubblicazione. Si instaura un bel rapporto. Ed essere un editor aiuta il mio essere autrice, perché riesci a correggere in parte anche un po’ i tuoi libri a guardarli, a volte, a distanza non solo come scrittrice, anche se ci vuole sempre un occhio esterno. E anche essere scrittrice aiuta essere editor, sono due aspetti che si completano l’uno con l’altro, scrivo da quando ero piccolissima e scrivere tutti i giorni è l’esercizio essenziale per editor e scrittore, come leggere.

Una curiosità un po’ impertinente: La Ghiribelli autrice si avvale della Ghiribelli editor oppure preferisce affidarsi a terzi per questo importante passaggio editoriale?

Come ho detto sopra, essere editor aiuta il mio essere autrice e ti fa correggere il testo pulendolo da refusi, anche se devo essere sincera avendo scritto sempre di getto e avendo poco tempo per me, dedicandomi ai libri altrui, di solito riguardo i testi sempre in un secondo momento, anche perché bisogna prendere le distanze dal testo. Scrivere, finire il libro e aspettare un po’ prima di rileggere, fa sempre bene. Aiuta ad essere imparziali con noi stessi. Presi dalla fretta, dall’entusiasmo e dalla foga per la trama, non compicciamo niente di buono. Io preferisco, come tutti gli autori dovrebbero fare, riferirmi a editor professionisti di case editrici, visto che finora sono sempre stata valutata positivamente con i miei quattro libri da CE che hanno pubblicato i miei testi facendo un editing leggero.

Veniamo al libro Twins Obsessions. Senza svelare trama e svolgimento, da dove nasce l’idea? Da un fatto reale o è solo frutto della fantasia?

È il libro che è arrivato fra tutti gli altri in un modo completamente diverso. Come un fulmine a ciel sereno, è frutto della mia fantasia, immagino che molti non ci crederanno, ma è così non ho preso spunto né da libri né da film o altro. Tutto è arrivato di getto, senza neanche una scaletta, era la penna che mi diceva scrivi, dai scrivi! E così in neanche tre mesi è uscito fuori tutto il romanzo. A volte, rileggendolo, io di solito sono sempre autocritica, ma questo è l’unico vero libro di cui sono veramente orgogliosa, spesso stento a credere di averlo scritto io.

Perché la scelta dell’epistolario?

Di solito questo stile narrativo andava molto più in voga in passato, ma ho voluto rinnovarlo, anche perché è venuto di getto, è risultato spontaneo scrivere subito in prima persona da parte della protagonista, un diario interiore: l’unico forse metodo efficace per poter dare senso a un romanzo paranormale, psicologico, misterioso e introspettivo.

Come un’attrice che si cala nella parte anche l’autrice vive in prima persona le emozioni dei suoi protagonisti, specialmente in un contesto molto intimo e coinvolgente come quello narrato in Twins Obsessions? Oppure no?

Di solito è sempre così, lo dico spesso anche ai miei autori, però a differenza degli altri libri in cui mi rispecchio, anche solo per un attimo nel personaggio, qui invece in Twins Obsession, è stata la protagonista a venirmi a cercare nella mia fantasia e a dirmi tutto quello che voleva scrivere. È stato diverso, bello, straordinario, un’esperienza unica, perché sentivo come un’anima immaginaria che mi raccontava le cose in un sussurro all’orecchio e poi io scrivevo il suo diario. Sensazione indescrivibile, credetemi.

Curiosità: il finale è quello che ci si attende (nessuno spoiler però), ma nel corso della lettura non mancheranno lettrici e lettori pronti a scommettere su una fine diversa, più hollywoodiana magari. Come autrice non ha avuto la tentazione di andare incontro a questa possibilità? Oppure il finale era già scritto prima ancora che il libro prendesse corpo?

Io scrivo testi unicamente partoriti da me, senza scopiazzare o altro, il libro deve essere solo mio e neanche prendere ispirazione da altri autori famosi e non famosi. Ovvio, si sa ogni trama ha qualcosa che altri hanno già scritto, però trovo che questo sia l’unico mio libro veramente fuori dal coro e sia veramente difficile da trovare in altre penne. La fine è venuta dopo, anche se sentivo già qualcosa di forte fin dall’inizio e a metà poi è giunta la conclusione: l’unica che poteva avere un libro del genere. Non sono molto attratta dai libri che per forza devono avere un lieto fine, anzi, amo proprio quelli tormentati che non lo hanno o possiedono qualcosa di dolceamaro. Non svelo nulla, molti forse ci rimarranno male, altri ci sono già rimasti, ma se il lettore ci riflette bene, è l’unica conclusione che poteva dare il vero significato del libro. Può essere ovviamente equiparata a una storia realmente accaduta.

Allargando agli altri libri pubblicati spicca molta poesia e anche un romanzo d’amore. Più poetessa o più narratrice?

Ho pubblicato subito poesia, ho iniziato da sempre con questo genere, poi sono passata al romanzo storico d’amore, al romanzo epistolare, appunto, psicologico paranormale e di nuovo alle poesie, quelle particolari, stavolta, fuori dal coro anche queste, ovvero poesie gotiche. Posso dire che negli anni ho scoperto che mi piace di tutto, ma il mio primo amore resta da sempre la poesia quindi mi sento più poetessa.

Quale sarà la prossima sfida letteraria che ci proporrà?

Ho molti romanzi e raccolte di racconti nel cassetto e anche tantissime poesie, ma spero quanto prima di pubblicare un altro mio libro di narrativa contemporanea un po’ rosa, un po’ esistenziale, ma soprattutto stupire con una trama di natura fantasy distopica molto singolare. Ho già finito entrambi i romanzi da tempo.

Dovendo scegliere tre titoli da salvare in una biblioteca in fiamme quale sceglierebbe e perché?

Devo dire che li salverei tutti, tutti quelli che sono presenti in una biblioteca, per me i libri sono un tesoro. Salverei, se proprio devo scegliere, però al primo posto Marina di Zafòn, indimenticabile, mi è rimasto nel cuore, come tutti i suoi romanzi, del resto. Autore ineguagliabile. Secondo titolo Il Giardino Segreto di Kate Morton e terzo Il peso della farfalla di Erri De Luca, veramente emozionante e toccante.

C’è un libro (o più di uno anche) che resterà per sempre legato a questo particolarissimo momento storico della pandemia da Coronavirus? Perché?

In questo periodo di Coronavirus mi sono dedicata molto più alla scrittura e al mio lavoro di editor, ho avuto meno tempo per la lettura, anche se non posso stare senza leggere almeno qualche paginetta, da sempre essenziale anche per il mio lavoro, oltre il fatto che rappresenta una passione. Ho letto comunque in questo periodo di virus, anche per recensioni, molti libri di autori emergenti e mi sono rimasti tutti nel cuore, non ne ho uno in particolare: la lettura ha aiutato molto, ha avvicinato la gente, però a volte mi dispiace sapere che gran parte delle persone ha scoperto o ha riscoperto il piacere dei libri solo a causa della pandemia, lo trovo riduttivo e penoso. La cultura deve esistere sempre nella vita di ognuno di noi. Inoltre, in questo periodo oltre a fare dei corsi di aggiornamento per il mio lavoro ho conosciuto meglio il mondo della sceneggiatura che aiuta nella scrittura creativa e nell’editing, grazie a dei validi manuali.

Ultimissima curiosità: potendo scegliere di essere un’autrice/autore del passato cosa avrebbe voluto scrivere e perché?

Resto sempre della stessa idea, non vorrei mai imitare nessuno, perché ogni autore se vuole essere un vero autore deve saper sorprendere con la sua creatività restando singolare nel genere che sceglie di scrivere. Forse, riflettendo vorrei rinascere come Zàfon, perché scrive da Dio e lo fa con un genere che comprende tanti generi diversi al suo interno, non risultando mai banale. Con lui, purtroppo se ne è andata un pezzo di notevole cultura e narrativa contemporanea. Uno scrittore però, si sa, non muore mai veramente, perché vivrà sempre nei suoi libri.


Scopri tutto su questa Autrice e sul suo libro

Francesca Ghiribelli profilo

Francesca Ghiribelli nasce e vive in quel cuore di promontorio toscano a piccolo sul mare che prende il nome di Piombino, ha aggiunto al suo curriculum letterario di scrittrice e poetessa emergente, oltre a tanti premi ricevuti a livello nazionale anche un prestigioso premio artistico, televisivo e cinematografico, il Vincenzo Crocitti International 2020 (Vince 2020) … Leggi tutto Francesca Ghiribelli profilo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...