L’intervista di Ileana Aprea (Libri&co blog)

Benvenuti cari amici e lettori di Libridalsalotto, oggi per il progetto Diamoci 1 mano abbiamo ospite la scrittrice Claudia Palombi che ci ha concesso la sua disponibilità e ha risposto a qualche domanda della nostra Ileana Aprea (Libri&co blog).

Ciao Claudia, prima di tutto parlaci un po’ di te. Cosa fai di bello nella vita? E quali sono le tue passioni ed i tuoi interessi?

Nella vita scrivo, lavoro in teatro da regista e attrice, tengo corsi per attori – e non: anche dizione, lettura ad alta voce, parlare in pubblico – amo leggere, andare in bicicletta, camminare, watsu (water shiatsu) e l’enigmistica.

Ora parlami un po’ del titolo, perché “l’enigma della casa”? E quali sono gli argomenti per te fondamentali, che tratti nel tuo libro?

Mi piacciono le storie un po’ avventurose, meglio se c’è un enigma da risolvere: in questa i giovani protagonisti s’imbattono in una sorta di rebus, che li porterà a scoprire quello che loro credono un tesoro nascosto, ma in realtà…

Quanto la realtà ha inciso nel tuo modo di scrivere?

Io vivo nella realtà e sogno con la fantasia. Sono presenti entrambe nella mia scrittura.

Cosa pensi della scrittura come valore testimoniale? E tu cosa hai voluto testimoniare attraverso l’enigma della casa?

Ogni storia ha un suo valore, se traccia un percorso che il lettore può fare suo. Qui, tanto nella suspence quanto nella normalità del quotidiano, incontriamo le difficoltà nei rapporti, di amicizia tra i ragazzini, di comprensione tra loro e gli adulti, e tra gli adulti stessi.

A conclusione dell’esperienza che ha partorito il tuo libro, c’è un episodio che ricordi con piacere? Se sì, ti va’ di raccontarlo?

Sembra un controsenso, ma ricordo quel punto della lettura ad alta voce con mio marito in cui ci siamo commossi entrambi. Il piacere dell’emozione, anche quando sai già tutta la storia.

Quali sono le tue fonti di ispirazione e ci sono degli autori che ritieni fondamentali nella tua formazione culturale?

I miei ricordi di bambina, quello che scopro nei ragazzini che incontro adesso, ma soprattutto la mia immaginazione. Poi un pensiero a Calvino, Camilleri, Orvieto, Allende, Murgia e poeti, da Donzella a Tagore, da Dickinson a Neruda, tutti i classici e i contemporanei, anche poco noti. La poesia arricchisce di suoni e metriche, è il canto della fantasia.

Ho letto nella tua biografia della tua grande esperienza in campo teatrale. Questo quanto ha influenzato il tuo modo di scrivere? E perché hai scelto di cimentarti nella stesura di un libro per ragazzi?

Ho cominciato a scrivere per ragazzi proprio perché mi è stato commissionato un manuale di teatro per le classi del secondo ciclo elementare. Il teatro scorre nelle vene insieme alle parole e produce dialoghi con dimestichezza.

Oltre a quello trattato nel tuo libro, quali altri generi letterari prediligi?

Tutti. Ma il giallo, d’autore, m’appassiona di più.

In conclusione, qual è stato il tuo rapporto con la scrittura, durante la composizione del tuo libro? E quanto è stato condizionato dalla tua formazione?

Un rapporto quotidiano con la scrittura, ed ecco la prima stesura; pausa, altre stesure e revisioni. Ci vuole una distanza, ogni tanto. La mia formazione mi ha aiutato in tutto: sono io!


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