SupportWriting. Le Interviste in Salotto. Intervista a Isabel Marquez

SupportWriting. Le Interviste in Salotto. Intervista a Isabel Marquez
Intervista a cura di Adele Ross

Benvenuti cari amici e lettori di Libridalsalotto, oggi per il nostro nuovo progetto SupportWriting che per il mese di ottobre ospita esponenti della letteratura erotica abbiamo qui con noi nel nostro salotto la scrittrice Isabel Marquez che ci ha concesso la sua disponibilità e ha risposto a qualche nostra domanda.

Benvenuta Isabel qui nel nostro salotto e grazie per aver accettato il nostro invito. Partiamo subito con una domanda che certamente interesserà tutto il nostro pubblico. Parliamo di letteratura erotica. Come mai la scelta di scrivere un erotico?

Grazie a voi per avermi ospitato e per il supporto nella promozione del mio racconto. Come accennato nella biografia l’idea di scrivere un racconto erotico è nata durante una chiacchierata con un’amica, ho sempre scritto soprattutto cose per me, ma mai un vero e proprio erotico così quando mi è stata lanciata l’idea mi ha stuzzicato e ho voluto provare.

Isabel da bambina. Che tipo di infanzia hai avuto? e quanto il tuo passato ha contribuito a formare la tua parte artistico/letteraria? parlaci dei tuoi ricordi d’infanzia (se ne hai voglia ovviamente) e quanto hanno influenzato la tua scrittura di oggi.

Sinceramente ricordo poco della mia infanzia, i miei genitori mi dicono sempre che ero una bambina chiusa e solitaria ma considerando che crescendo sono diventata una persona molto socievole e aperta penso fossi solo una ragazzina che si faceva i fatti propri e stava bene da sola. Non ho particolari ricordi, come dicevo, a parte la figura di mia nonna che è sempre stata presente ed era molto dolce e comprensiva, penso di aver vissuto un’infanzia normale senza particolari problemi e non credo che la mia scrittura di oggi possa essere stata influenzata dalla mia infanzia in qualche modo.

I punti fermi di Isabel. Oggi, dopo il pezzo di strada che hai già percorso sei soddisfatta della tua vita? quali sono i tuoi punti fermi, qualcosa o qualcuno su cui puoi sempre contare? quali invece le tue insicurezze e/o paure?

Sì, tutto sommato sono soddisfatta della mia vita. I punti fermi decisamente mio marito, roccia a cui mi appoggio ormai da decenni e la certezza della mia famiglia che è sempre il mio porto sicuro. Ho scoperto di avere insicurezza per la precarietà che ha portato questa pandemia negli ultimi due anni e le paure per il futuro dei miei figli, insomma le paure che credo abbiano tutti i genitori.

Il percorso professionale di Isabel. Cosa volevi fare e quali sogni coltivavi da bambina o da fanciulla? e si sono realizzati? oppure la tua vita ha preso una direzione totalmente diversa? insomma volevi che la tua vita fosse come è ora?

Volevo fare l’infermiera, un progetto che non si è realizzato e, ad oggi, penso che sia stata una fortuna, ho fatto molto volontariato nel mondo sanitario e mi sono resa conto che non sarei mai potuta resistere rispettando certe regole assurde e insensate, soprattutto quando mettono a rischio la sicurezza dei pazienti o, peggio, passano sopra la dignità di persone fragili. Per cui posso dire che sì, la mia vita oggi è proprio come l’avrei voluta.

Isabel e la sua professione. Quando hai capito di voler scrivere? e quando hai deciso o compreso che avresti voluto scrivere un genere tanto particolare come l’erotico?

A questo rimando i lettori alla mia prima risposta di questa intervista o alla frase che ho scritto nella mia biografia. Ho sempre scritto per me e l’idea di questo erotico è arrivata da un’amica che ringrazio per avermi convinto a intraprendere questa nuova avventura.

Parliamo di “Perdonami, perché ho peccato”, raccontaci un po’ come è nata l’idea di questo libro e come si è poi dipanata ed evoluta fino a diventare un libro vero e proprio.

Come ho già detto lo spunto per questa idea è arrivato durante una chiacchierata con un’amica. Da quel momento mi è scattata la curiosità di provare a cimentarmi in un testo erotico e, visto che in giro ce ne sono tanti, volevo fare una cosa un po’ fuori dai canoni (anche se in realtà forse non lo è nemmeno molto fuori dalla normalità) magari una cosa un pochino scabrosa utilizzando un personaggio che teoricamente con il sesso non dovrebbe avere mai a che fare. Da lì all’idea di un prete che va in crisi perché scopre di poter avere un interesse sessuale per una sua parrocchiana il passo è stato breve. Il resto poi è arrivato in modo molto veloce e naturale. La storia si è praticamente scritta da sola.

Questo libro ha avuto una colonna sonora? e se sì, quale musica? e quando la ascoltavi?

No, quando scrivo devo avere assoluto silenzio intorno e non devo essere disturbata.

Una domanda (anzi più di una) che i lettori sicuramente si fanno. Come scrive Isabel? di giorno o di notte? direttamente a PC oppure registra e poi trasferisce in un file? ha un posto preferito dove isolarsi per creare e dare vita alle sue storie?

Scrivo al PC direttamente per una questione di praticità, troppo poco tempo e troppe cose da fare, inoltre mi permette di rileggere e rivedere velocemente essendo abituata a leggere in formato elettronico. Ho un angolo della mia stanza da letto dove ho sistemato una scrivania e il mio computer (che è solo mio e guai a chi lo tocca).

Isabel scrittrice ha qualche particolare mania? magari qualche rituale o abitudine che deve per forza rispettare perché la fa sentire a proprio agio quando sta lavorando a una storia?

Nessuna mania, se vogliamo chiamarlo rituale forse l’unica abitudine che ho è quella di non attaccare a scrivere una scena, anche se è ben impressa nella mia mente, se prima non ho riletto qualche paragrafo precedente. In realtà non mi servirebbe ma è come se fosse una sorta di riscaldamento pre-scrittura… sì effettivamente potremmo definirla una mania!

Esiste un genere letterario che non scriveresti mai? O, di contro, uno che desidereresti sperimentare?

Un genere non saprei, so per certo che non riuscirei mai a scrivere qualcosa che contenga alcuni elementi come scene di violenza gratuita o particolarmente irrispettose. Un genere che mi piacerebbe sperimentare ma non avrei nemmeno idea da che parte cominciare è lo sport romance, nonostante io non sia certo una sportiva appassionata.

Un libro che è già stato scritto e che avresti voluto scrivere tu?

Sicuramente “D’amore e ombra” di Isabel Allende o “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, non per niente ho scelto Isabel Marquez come nome d’arte!

Domanda scomoda: già i libri di genere erotico sono indigesti a una determinata fetta di pubblico ma nel tuo libro ci hai messo il carico toccando una figura come quella del sacerdote, perché questa scelta?

All’inizio avrei detto che trovavo solamente stuzzicante l’idea di una figura che viola le regole sapendo di andare contro le sue stesse convinzioni. Poi, però, dopo che il libro è uscito e alcune persone mi hanno posto una domanda simile, ho cominciato a riflettere e credo che, inconsciamente, abbia fatto questa scelta perché in realtà trovo antiquato e superato il concetto del prete celibe e, soprattutto, casto. Penso che se l’istituzione clericale non mettesse tanti impedimenti e soprattutto accettasse il fatto che anche i sacerdoti sono uomini, con pregi e difetti, oltre che con bisogni e necessità, ci sarebbe molta meno frustrazione, molta più predisposizione a pronunciare i voti e molti più preti che farebbero il proprio lavoro con convinzione senza dover sacrificare una buona parte di loro stessi. In fondo, se vogliamo guardare, ponendo anche che un prete praticasse il sesso senza doversi nascondere cosa cambierebbe nella sua capacità di svolgere i suoi compiti? io credo poco o niente. Per cui togliendo questo castrante obbligo ne gioverebbero tutti, i sacerdoti stessi e i fedeli che si troverebbero un prete in grado non solo di comprendere maggiormente alcune loro esigenze ma anche più felice di svolgere la propria missione.

Dai almeno tre motivi ai lettori perché leggano “Perdonami, perché ho peccato”.

Perché è una storia intrigante, romantica e passionale. E poi è breve, si legge in un attimo!

Ultima domanda. Parlaci dei tuoi progetti per il futuro… quali nuove sfide attendono Isabel?

Non ne ho la minima idea. Al momento ho ripreso la mia vita di sempre e non saprei dire quando scriverò altro, probabilmente quando meno me lo aspetto verrò sorpresa da un’idea e mi metterò a scrivere di nuovo ma non saprei dare dei tempi. Anche se la mia editor sarebbe felicissima di poter leggere come proseguono le avventure di Giulia e Gioele… e sicuramente la accontenterò prima o poi.


Scopri tutto su questo libro

Perdonami, perché ho peccato di Isabel Marquez (Delos Digital)

Sinossi Dopo il funerale del marito Giulia ha deciso di vivere una vita solitaria e di non frequentare più la parrocchia. Don Gioele ha pronunciato i voti sacerdotali convinto che quella sarebbe stata la sua strada. Una vita dedicata solamente a Dio, fino al momento in cui Giulia ha incrociato il suo cammino, scuotendo tutte […]

Scopri tutto sull’autrice

Isabel Marquez profilo

Isabel Marquez è nata in Lombardia dove a tutt’oggi vive con il marito e i figli. Si occupa di pubbliche relazioni, è una lettrice onnivora e ha sempre scritto sporadicamente perché la aiutava ad evadere e rilassarsi. Non ha altre pubblicazioni all’attivo e l’idea di provare a cimentarsi in un racconto, per poi proporlo per una […]



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